I quattro equivoci sulla pubblicità automatizzata

Qual è lo scopo della tecnologia? Dal primo computer, al PC, allo smartphone, è sempre la stessa storia: la tecnologia arricchisce la nostra vita e ci rende migliori in ciò che facciamo.

Ci consente di fare di più con minor sforzo. Certamente non è un ostacolo né un vincolo. Per fare alcuni esempi recenti, basti pensare ai servizi telefonici IP come Skype, ai mercati online come eBay, o alle applicazioni per i servizi taxi come Hailo o Uber. Oppure pensiamo al GPS. Si tratta di una tecnologia che si è rivelata così utile da essersi diffusa velocemente in tutti i settori – che sia per pilotare una nave o per orientarci in vacanza. La pubblicità automatizzata è stata adottata così rapidamente nel nostro settore per ragioni analoghe.

Perché una campagna pubblicitaria digitale richiede così tante procedure e paia di mani? E perché vediamo persone intelligenti perdere ore e ore del loro tempo per banali compiti amministrativi come la compilazione di ordini di inserimento? Non è solo un modo di lavorare inefficiente, con spreco di tempo, ma si tratta anche di una pratica costosa che riduce i guadagni tanto degli acquirenti quanto dei venditori. Rubicon Project ha riconosciuto il problema fin dall’inizio e ha deciso di risolverlo. Tuttavia, in un mercato che vanta una tale varietà di soggetti, tutti con obiettivi contrastanti e modelli imprenditoriali in concorrenza fra loro, purtroppo esistono ancora diversi malintesi. Nel tentativo di eliminare un po’ di confusione, presentiamo qui in seguito quattro degli equivoci più diffusi e più fuorvianti. Confidiamo che li troverete utili:

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