I quattro pilastri dell’automazione

La pubblicità automatizzata, una tecnologia un tempo considerata di nicchia, ha fatto molta strada. Ma molti editori in Italia non usano ancora questa tecnologia e, sebbene conoscano il termine “programmatico”, non sono ancora arrivati a comprenderlo appieno.

Stiamo forse parlando di un settore che ama citare i numeri da capogiro che caratterizzano i dati e la velocità delle offerte in tempo reale, ma che non offre una chiara e semplice spiegazione dei vantaggi per gli acquirenti/inserzionisti.

Per capire l’automazione dell’acquisto e della vendita di pubblicità non dovrebbe essere necessaria una laurea. Anthony Rhind, Global Chief Digital Officer di Carat, l’ha opportunamente paragonata a un ‘sistema operativo’ per la pubblicità. E proprio come un mac o un pc anche un ecosistema di pubblicità automatizzata ha varie applicazioni. Proprio come Windows o iOS, è usata per diversi tipi di schermi, dispositivi e media – dal computer fisso ai dispositivi mobili, ai video, ai sistemi nativi e altro ancora.

Dato che stiamo cercando di definire l’automazione nei termini più semplici possibili, vale la pena discutere quello che avviene nel nostro settore illustrando le quattro tendenze principali. Questi ‘quattro pilastri’ ci forniranno un po’ di colore e di contesto per comprendere i benefici dell’automazione.

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